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Harvest epididimale: cos’é e perché lo si fa…

Una nuova frontiera nella conservazione della diversità genetica: l’harvest epididimale, ovverosia l’estrazione di materiale seminale post-castrazione, quando non sono consentite altre opzioni… vediamo insieme cos’é e a cosa serve.


La procedura può essere utilizzata a seguito di castrazione routinaria, alla morte dell’animale oppure in casi in cui i testicoli hanno subito un trauma grave o ancora si é verificata una torsione testicolare; in queste situazioni limite, la raccolta d’emergenza di materiale seminale dall’epididimo del testicolo può rappresentare una valida alternativa alla perdita totale della fertilità di un maschio riproduttore.

Morte improvvisa del cane ed estrazione del seme

La perdita improvvisa di un maschio di valore riproduttivo elevato é una evenienza angosciante per il proprietario; può anche avere implicazioni economiche devastanti. Se una volta il potenziale riproduttivo di uno stallone era destinato alla fine con la morte, i progressi che abbiamo compiuto nelle tecniche di crioconservazione hanno concesso una opportunità enorme: oggi possiamo raccogliere e conservare prezioso materiale genetico anche dopo il decesso di un animale.

In circostanze ordinarie, durante la vita di un maschio riproduttore di pregio, possiamo raccogliere e congelare il materiale genetico di un Campione di pregio. Se la morte si verifica in modo imprevisto ed improvviso, adesso siamo in grado di recuperare e conservare il seme tramite estrazione diretta dal testicolo.

Un po’ di anatomia…

L’epididimo

Un dotto tubolare altamente circonvoluto che si trova accanto al testicolo. É composto da una testa, un corpo ed una coda e funge da area di stoccaggio e sito di maturazione finale per gli spermatozoi prima dell’eiaculazione.

La produzione di uno spermatozoo, nel cane, impiega circa 60 giorni (ciclo spermatico). Le cellule spermatiche che si producono nel testicolo migrano nella testa dell’epididimo prima di passare lungo il dotto e dunque al corpo e alla coda dello stesso. Durante il loro percorso, subiscono una serie di cambiamenti morfologici cruciali per la maturazione e acquisiscono la capacità di movimento e di fecondazione. Sino al 62% dell’eiaculato totale si ritrova nella coda dell’epididimo, il che fornisce un serbatoio di potenziale fertilità che può essere raccolto ed utilizzato per la conservazione.

Castrazione e spedizione dei testicoli al nostro centro

MGVet è un centro in cui è possibile effettuare questa procedura, e collabora con il Centro di Riproduzione del Cane e del Gatto Haumea di Magione (PG). Presso le sedi di Reggio Calabria e Magione viene effettuata la procedura di raccolta di materiale seminale dall’epididimo di cani castrati o deceduti e ai quali vengono rimossi per la procedura i testicoli.

Per informazioni sulla procedura ed i relativi costi…

CONTATTACI PER UN PREVENTIVO E UN ESAME DI FATTIBILITÀ

Dopo la castrazione, i testicoli dovranno essere inviati al centro di raccolta il più rapidamente possibile per massimizzare la possibilità di estrazione. É possibile estrarre spermatozoi sino a 24h dopo la castrazione, ma i tassi di successo si abbassano notevolmente con il trascorrere delle ore. L’ideale sarebbe effettuare la procedura nella medesima giornata, con resa massima entro le 2 ore dall’intervento.

Una volta estratto da entrambi gli epididimi, il seme viene lavato, purificato e ne viene eseguita l’analisi dettagliata, prima di procedere alle diluizioni per il congelamento.

Esami sanitari dello stallone

É comunque essenziale che il cane, prima della procedura, sia stato sottoposto a vaccinazione antirabbica da non più di un anno, a test per Leishmaniosi, Leptospirosi e Brucellosi. In assenza di questi tests, non effettueremo la procedura di crioconservazione.

In casi di emergenza, per cani ai quali i test per Leishmania, Leptospira e Brucella non fossero stati ancora performati, sarà possibile effettuare un prelievo d’emergenza dal Medico Veterinario curante o da noi per la processazione dei campioni.

Dosi ottenibili e qualità seminale

La quantità di seme estraibile è altamente variabile fra i maschi sottoposti alla procedura e in genere dipende da numerosi fattori fra i quali l’età, la dimensione e la condizione dei testicoli e il tempo intercorso dall’ultima monta prima della castrazione. In media, il numero può variare fra le 2 e le 5 dosi.

La qualità seminale solitamente è buona per maschi che siano stati normali in riproduzione, ma dipende strettamente da quella normalmente eiaculata dallo stallone in condizioni standard. Nella qualità ottenibile tramite questa metodica, vi sono variabili che possono influenzarla quale anche il tempo intercorso fra la castrazione e l’esecuzione della procedura, oltre che il corretto mantenimento di una idonea temperatura durante il trasporto del testicolo al centro di raccolta.

I tassi di concepimento ottenibili con seme estratto direttamente dall’epididimo sono lievemente inferiori a quelli della monta naturale o con eiaculazione, a causa della mancata esposizione del seme ai componenti dell’eiaculato, che continuano a far maturare gli spermatozoi preparandoli alla fecondazione dell’ovocita. L’aggiunta di un extender sintetico che sostituisca il liquido seminale potrà ovviare a questo inconveniente, prima del congelamento.

Harvest epididimale VS prelievo seminale

L’estrazione epididimale di materiale seminale rappresenta una valida alternativa in situazioni di emergenza che non erano prevedibili, non certo può sostituire un congelamento effettuato su un eiaculato ordinario. A causa dei fattori che possono influire sulla qualità seminale, deve rappresentare comunque un metodo usato come “ultima spiaggia“.

Raccomandiamo sempre di preferire, se la situazione sanitaria del cane lo consente, una raccolta con prelievo ordinario. In tal modo si avrà anche una idea di quale potrebbe essere la qualità del materiale seminale qualora decidessimo di optare per la procedura di harvest. Ancora, effettuando un controllo costante della qualità seminale di uno stallone, si possono intraprendere azioni correttive volte a migliorare la qualità dell’eiaculato prima di procedere ad una conservazione (supplementazione alimentare, terapie farmacologiche, etc…).

Per maggiori informazioni sull’argomento, potete anche visitare il nostro Canale YouTube e ascoltare le informazioni fornite nel video seguente:

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Se avete commenti o richieste, scrivete qui sotto all’articolo oppure contattateci.

La Brucellosi nel cane: un serio ed emergente problema…

Basandoci su riscontri clinici ed epidemiologici recenti e parlando con numerosi allevatori, emerge una seria problematica negli allevamenti europei: la diffusione di una patologia grave e zoonotica, la Brucellosi canina, un problema molto serio del quale, come Clinica della Riproduzione e Centro Veterinario, non possiamo esimerci dal discuterne…

Ebbene, è notizia recente del riscontro della patologia in un allevamento canino in territorio francese. C’é ancora tantissima confusione circa la serietà della questione e spesso molti Medici Veterinari non ne parlano o non la prendono in considerazione.

La Brucellosi è una malattia contagiosa causata dal batterio Brucella Canis. È una delle principali cause di infertilità negli allevamenti. È presente in tutto il mondo, colpisce tutti i cani, di razza e non, e può anche essere trasmessa all’uomo, con le medesime conseguenze sanitarie che nel cane.

Altre specie che possono essere interessate dalla patologia sono gli ungulati (bovini, pecore, capre…) nonchè la fauna selvatica (volpi e lupi inclusi!).

Nel cane, il classico segno clinico di malattia é l’aborto tardivo.

Altri sintomi includono natimortalità, impossibilità a concepire, riassorbimento del prodotto del concepimento. Alcuni cani infetti possono anche non mostrare sintomatologia palese.

Nella specie umana, i sintomi clinici della malattia variano da lievi, aspecifici e simili ad una banale influenza, sino a determinare infertilità e gravi problemi cardiaci o neurologici.

Nel cane, il batterio tende ad attaccare il sistema riproduttore (in generale, tutti i tessuti sensibili gli ormoni steroidi) ma si possono anche avere conseguenze cliniche sull’occhio, sulla colonna vertebrale, problematiche al fegato e alla milza, sino a coinvolgere i linfonodi.

Qualche dato in più sulla Brucellosi…

Nei cani, la modalità principale di trasmissione é rappresentata dal diretto contatto con fluidi organici infetti (sperma, secrezioni vaginali, urine). I feti abortiti sono altresì una fonte di contagio.

Il batterio si diffonde attraverso il contatto con le mucose genitali, il naso, gli occhi e la bocca e tende a colonizzare l’intero organismo attraverso il circolo ematico e linfatico.

La Brucellosi colpisce sia maschi che femmine.

  • Nella femmina: il sintomo clinico maggiormente evidenziato nelle cagne è rappresentato da infertilità, con il 75% dei casi che si traducono in aborti pre-termine (intorno ai 45-55 giorni di gestazione). I cuccioli abortiti mostrano in genere segni di sofferenza generalizzata, e la madre presenta perdite vulvari brunastre o grigio-verdi che rappresentano una enorme fonte di contagio per diverse settimane.
  • Nel maschio: nel maschio avremo grave infiammazione epididimale (porzione del testicolo in cui il seme matura e viene immagazzinato). Nella prima fase dell’infezione, i testicoli si presenteranno gonfi e doloranti. Man mano che l’infezione progredisce, i testicoli si induriscono e si rimpiccioliscono. I maschi infetti sono destinati alla sterilità a causa del gravissimo danno testicolare dato dalla formazione di anticorpi anti-brucella.

I maschi infetti svilupperanno anche gravi prostatiti (infezioni della prostata) con difficoltà durante la minzione o la defecazione.

In entrambi i sessi, poi, si potrà sviluppare letargia, perdita di peso ed intolleranza all’esercizio fisico. I sintomi clinici più specifici di alcuni di essi includono discospondiliti, oculopatie di diversa natura, cardiopatie anche gravi e dermopatie.

L’importanza del Test…

Esistono oggi test attendibili e molto accurati per la Brucellosi, basati su PCR o emocoltura. Questi test vanno eseguiti correttamente e nei giusti tempi (falsi negativi possono aversi se il test é effettuato quando il cane ha contratto l’infezione di recente…).

Un semplice prelievo di sangue può escludere l’infezione: il test di agglutinazione rapida (RSAT) rileva gli anticorpi anti-Brucella e viene spesso utilizzato come Gold Standard nella determinazione di presenza/assenza del patogeno. Quest’ultimo test é rapido ed economico, tuttavia presenta l’inconveniente di dare cross-reattività con altre specie batteriche e spesso fornisce risultati falsamente positivi: si può ovviare a questo confermando il risultato con altra metodologia di indagine.

Una diagnosi definitiva può essere ottenuta con l’esecuzione di una emocoltura. Tuttavia, se l’animale è stato sottoposto di recente a trattamenti antibiotici, il risultato dell’esame può non essere accurato.

Lo Specialista della Riproduzione può effettuare una diagnosi molto precisa, con indagini mirate al singolo caso!

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    CHE FARE SE UNO DEI MIEI CANI É POSITIVO?

    Il Gruppo degli Specialisti della Riproduzione del Cane si sta organizzando per fornirti informazioni accurate e precise su questo argomento. Ti preghiamo di iscriverti alla Newsletter per sapere quando sarà organizzato da noi l’incontro online con gli Allevatori Italiani per parlare del problema e pianificare insieme metodi di contenimento e di screening a tappeto sul territorio.


      Se hai bisogno di ulteriori informazioni, commenta a questo Post oppure chiamaci. Siamo sempre lieti di aiutare…

      Check-list per la spedizione di seme canino

      Anche se sempre in costante aggiornamento, questo articolo vuole spiegare ai proprietari che intendono conservare il materiale seminale dei propri cani di cosa tenere conto e quali sono le normative internazionali in materia.

      Webinar gratuito per Allevatori: il Mancato Concepimento nella Cagna

      MGVet è sempre dalla parte degli Allevatori seri, ed a loro dedichiamo un webinar gratuito avente per argomento il “Mancato Concepimento nella Cagna”. In un incontro online di due ore, la nostra Specialista, la Dr.ssa Debora Teresa Gattuso, DVM, PhDS in Fisiopatologia della Riproduzione degli Animali Domestici, membro EVSSAR, ESDAR, SCIVAC e SIRVAC, affronterà con gli Allevatori ed i Proprietari la problematica relativa alla mancata gravidanza, anche a seguito di monta avvenuta.

      Il Webinar si svolgerà il 2 Aprile 2022 dalle 16.00 alle 18.30 sulla piattaforma Google Meet e, data l’importanza dell’argomento, l’accesso sarà gratuito.

      In questo articolo pubblichiamo la scaletta dell’evento e gli argomenti proposti.

      Il Programma del Webinar

      16.00 Saluto ai partecipanti e inizio della relazione

      16.15 Premesse sul mancato concepimento nella cagna

      16.30 Focus sulle responsabilità del cane maschio nel mancato concepimento

      17.00 Ciclo estrale normale ed accettazione della monta: come comportarci

      17.30 Ciclo estrale ma mancata accettazione della monta: come comportarci

      18.00 Ciclo estrale irregolare: come comportarci

      18.30 Spazio alla discussione e termine del webinar

      Dove seguire il Webinar

      Il Webinar si terrà online sulla piattaforma Google Meet, e qui vi lasciamo l’indirizzo al quale collegarvi all’orario previsto per l’incontro:

      Per iscriversi, sarà sufficiente seguire l’evento sulla Pagina Facebook di MGVet, cliccando sul pulsante “Parteciperò“.

      Castrazione chirurgica e rischio di malattie legate all’ormone luteinizzante (LH)

      Nel cane sterilizzato, mancando il feedback negativo degli ormoni sessuali sul rilascio delle gonadotropine, l’LH può arrivare a concentrazioni fino a 30 volte quelle dei cani non sterilizzati. La conseguenza è un aumento del rischio di sviluppare patologie legate alla stimolazione dei recettori dell’LH, presenti in diversi organi.

      La sterilizzazione chirurgica viene utilizzata per ridurre la sovrappopolazione di cani randagi o di cucciolate non programmate e, nei cani da compagnia, per ridurre il rischio di neoplasie alla ghiandola mammaria nella femmina e di iperplasia/infezione della prostata nei maschi. Tuttavia, nonostante questi benefici, la sterilizzazione chirurgica è associata a diversi problemi di salute a lungo termine.

      Mancanza di feedback negativo

      Nei cani riproduttivamente interi (non sterilizzati), l’ipotalamo secerne l’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), che stimola l’ipofisi anteriore a rilasciare l’ormone luteinizzante (LH).

      Quest’ultimo, a sua volta, stimola la secrezione di ormoni sessuali (ad es. testosterone, estrogeni), che hanno un controllo a feedback negativo sulla secrezione di LH. Tuttavia, nel cane sterilizzato, questo feedback negativo manca, il che si traduce in concentrazioni di LH fino a 30 volte superiori rispetto ai cani non sterilizzati.
      I recettori per l’LH (LHR) sono presenti in molti organi: nel cervello, nel tratto gastrointestinale, nelle ghiandole surrenali, nella tiroide, nel pancreas, nella pelle, nella vescica, nelle articolazioni dell’anca e del ginocchio, nei linfociti, negli occhi e nella milza, nonché nel tratto riproduttivo.

      Azione su organi diversi

      La sterilizzazione aumenta l’appetito in maniera indiscriminata, con conseguente aumento di peso.
      È stato dimostrato che la stimolazione degli LHR presenti nel tratto gastrointestinale aumenta il rilascio di colecistochinina e glucagone, riducendo il senso di sazietà. Inoltre, la stimolazione degli LHR dell’ipotalamo ventromediale provoca iperfagia.

      Ridurre l’LH nei cani sterilizzati può ripristinare il normale appetito.

      L’ipotiroidismo è un disturbo endocrino comune, ma la frequenza di questa alterazione nei cani sterilizzati è superiore del 30% rispetto ai cani non sterilizzati. I recettori dell’LH sono espressi nella ghiandola tiroidea canina in associazione spaziale con i recettori dell’ormone tireostimolante (TSH).

      La continua attivazione degli LHR può interferire con il TSH, con conseguente ipotiroidismo. Ridurre l’LH nei cani sterilizzati può ripristinare la normale funzione tiroidea.


      Nei cani sterilizzati l’incidenza di displasia dell’anca e di rottura del legamento crociato anteriore è superiore di 1,5-2 volte rispetto a quella nei cani non sterilizzati. Anche in questi tessuti sono presenti recettori per l’LH e la loro continua attivazione può aumentare la lassità articolare mediata dal rilascio di ossido nitrico.

      Ridurre l’LH nei cani sterilizzati può quindi migliorare la stabilità articolare.


      La sindrome da disfunzione cognitiva (SDC) è una malattia neurodegenerativa dei cani anziani: la sterilizzazione ne aumenta in modo significativo lo sviluppo e la progressione. Infatti, elevate concentrazioni di LH aumentano la formazione a livello cerebrale di placche di beta-amiloide, coinvolte nella patogenesi della SDC4.

      Ridurre l’LH nei cani sterilizzati può prevenire o rallentare la progressione della SDC.

      Anche il rischio di sviluppare diversi tumori maligni aumenta con la sterilizzazione. In particolare, i cani sterilizzati hanno una probabilità 1,3-2 volte maggiore di sviluppare osteosarcoma rispetto ai cani non sterilizzati.

      I cani maschi sterilizzati hanno 3 volte più probabilità di sviluppare linfoma rispetto ai cani maschi non sterilizzati, mentre le femmine sterilizzate hanno il doppio di probabilità di sviluppare emangiosarcoma splenico e 5 volte più probabilità di sviluppare emangiosarcoma cardiaco rispetto alle femmine non sterilizzate.


      I recettori per l’LH sono infatti espressi in questi tessuti neoplastici e la ricerca condotta su cellule isolate di linfoma canino ha dimostrato che l’LH stimola la proliferazione cellulare.

      Ridurre l’LH nei cani sterilizzati può quindi ridurre il maggior rischio di malignità e prolungare i tempi di sopravvivenza nei cani già affetti da cancro.

      È quindi importante, quando si affronta il tema della castrazione chirurgica, si spieghi anche il rischio che il loro cane possa sviluppare queste malattie legate all’LH. 

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        In Vacanza con i Pets… Consigli del Veterinario!

        Ciao! Sicuramente anche tu hai deciso di andare in vacanza con i tuoi pets… così come noi, vorrai trascorrere del tempo in serenità con i tuoi animali domestici, adesso che si può. Ed eccoci a non farti mancare i consigli del veterinario per divertirvi e rilassarvi insieme, senza rischi per la loro salute.

        Gene MDR1 e reazioni ai farmaci

        cosa devi sapere per prevenire fatti spiacevoli

        Oggigiorno sono moltissime le condizioni che richiedono procedure in anestesia, oppure utilizzo di farmaci sedativi, antiparassitari, antidiarroici, immunosoppressori, cardioattivi, eccetera.

        Quello che però molti proprietari non sanno è che, purtroppo, alcuni cani, e più nello specifico alcune razze, posseggono un gene chiamato MDR1 (Multi Drug Reactivity 1) che può portare l’animale a morte, se uno di questi farmaci viene utilizzato e se il cane possiede questo gene.

        Vediamo insieme di cosa si tratta e come prevenire i rischi.

        Cos’è MDR1?

        L’MDR1 è un gene il quale, in condizioni di normalità, codifica per una particolare proteina (P-glicoproteina) eliminando dalle cellule (anche del sistema nervoso centrale) sostanze indesiderate.  Al momento si conoscono più di 20 principi farmacologicamente attivi in grado di legarsi a questa proteina. Esso si manifesta con ipersalivazione, atassia locomotoria, difficoltà respiratorie, cecità, coma e morte.

        I sintomi saranno più gravi (letali) in quei soggetti in cui entrambi gli alleli del gene MDR1 sono affetti da mutazione (soggetti omozigoti per la delezione dell’esone 5 del gene MDR1 nt230(del4); meno gravi (reazione tossica) invece in quelli in cui uno solo dei due alleli è compromesso  (soggetti eterozigoti per delezione dell’esone 5 del gene MDR1 nt230(del4)).

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          Quali razze sono più a rischio?

          Fra le razze canine (ma neppure i loro incroci ne sono esenti), le maggiormente esposte al rischio di possedere la mutazione di questo gene sono:

          • Collie
          • Pastore delle Shetland
          • Pastore Australiano
          • Pastore Tedesco
          • Pastore Svizzero Bianco
          • tutti gli incroci di queste razze

          In letteratura sono riportati casi di meticci e di levrieroidi, con incidenza pari a circa il 5% della popolazione. Dati poco confortanti anche per i nostri amati meticciotti, perciò.

          Quali sono i farmaci “pericolosi”?

          Fra i farmaci che comunemente vengono utilizzati nella pratica clinica, e che risultano molto pericolosi per i cani che posseggono il gene della mutazione MDR1, annoveriamo:

          • Ivermectina (antiparassitario). La dose consigliata di 6 microgrammi/chilo per la prevenzione delle parassitosi cardio-polmonari è considerata sicura negli eterozigoti; quella di 300-600 microgrammi/chilo (indicata per il trattamento antiparassitario) risulta neurotossica per i soggetti omozigoti e potenzialmente tossica negli eterozigoti.
          • Selamectina, milbemicina, moxidectina (antiparassitari). Sono considerate sicure per i cani affetti da mutazione del gene MDR1 se somministrati come profilassi per le parassitosi cardio-polmonari. Ad un dosaggio 10-20 volte superiore a quello raccomandato inducono tossicità neurologica.
          • Acepromazina (sedativo, miorilassante, preanestetico). Nei soggetti affetti da mutazione del gene MDR1 questo farmaco tende ad indurre un maggiore e prolungato effetto sedativo. Si raccomanda pertanto di ridurre la dose del 25% nei soggetti eterozigoti e dal 30% al 50% negli omozigoti.
          • Loperamide (antidiarroico). Al dosaggio indicato per il trattamento della diarrea questo farmaco induce tossicità neurologica nei soggetti con mutazione del gene MDR1.
          • Butorfanolo (analgesico, preanestetico). Come per acepromazina.
          • Vincristina, Vinblastina, Doxorubicina (chemioterapici). Da studi ancora in corso emerge come nei soggetti affetti da mutazione del gene MDR1 ci sia una maggiore incidenza rispetto ai soggetti sani di sintomi quali vomito, diarrea, anoressia dopo assunzione di tali farmaci a dosaggi terapeutici. Si raccomanda pertanto di ridurre la dose somministrata del 25%-30%.
          • Ciclosporina (immunosoppressore). Pur essendo un farmaco veicolato dalla proteina codificata dal gene MDR1, non si conoscono ancora i suoi reali effetti tossici nei soggetti con mutazione del gene in questione. Pertanto non si  raccomanda una diminuzione di dosaggio, ma solo un attento monitoraggio dell’animale dopo la somministrazione.
          • Digossina (farmaco cardio-attivo). Come per ciclosporina.
          • Doxiciclina (antibatterico). Come per ciclosporina.
          • Morfina, Buprenorfina, Fentanil (analgesici). Gli studi fino ad ora effettuati non sono in grado di attribuire loro nessun effetto tossico in soggetti affetti da mutazione del gene MDR1. 

          Evitate dunque di somministrare farmaci autonomamente e senza il consiglio del Veterinario, soprattutto se possedete una delle razze a rischio.

          La somministrazione di farmaci, anche semplici, come la loperamide per una comune diarrea, va seguita dal Medico Veterinario.

          Cosa posso fare per sapere se il mio cane possiede questa mutazione?

          Attualmente è possibile effettuare un test genetico per determinare se un soggetto sia o meno affetto da mutazione del gene MDR1, e la MGVet può farlo per te con un semplice prelievo ematico.

          Non sottovalutare il rischio, sottoponi il tuo cane ad una indagine conoscitiva per tempo. Questo eviterà di incorrere in spiacevoli complicanze anche solo dopo la somministrazione di un normale antiparassitario!

          Prendi un appuntamento con noi per effettuare il test, il cui costo è irrisorio rispetto al reale rischio che il tuo beniamino può correre:

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            L’esito del test potrà essere triplice:

            • Soggetto NON SENSIBILE, avente entrambi gli alleli del gene in questione esenti da delezione. Non svilupperà alcuna reazione tossica nei confronti dei sopracitati farmaci;
            • Soggetto portatore della delezione (MODERATAMENTE SENSIBILE), avente un solo allele deleto. Questo sarà un cane con una moderata sensibilità nei confronti dei principi farmacologici elencati precedentemente, in grado di trasmettere al 50% della progenie la propria alterazione genetica;
            • Soggetto SENSIBILE, avente entrambi gli alleli deleti. Questo invece sarà un cane che svilupperà violente reazioni neurotossiche e che trasmetterà alla totalità della prole la propria alterazione genetica.

            Non perdere tempo: contattaci in tempo! Usa anche whatsapp per prenotare la tua visita per l’esecuzione di questo esame semplice ma salvavita:

            Ipofertilità canina, come affrontarla?

            Oggi vogliamo parlare di cani in riproduzione e ipofertilità. Come affrontare un riproduttore che, apparentemente in salute, ha lasciato “vuote” diverse femmine?

            O una femmina che, nonostante accoppiamenti ben riusciti, non riesce a concepire?

            Come migliorare le performances riproduttive dei nostri maschi, per ottimizzare in modo assolutamente non invasivo la selezione? Come aiutare le nostre femmine ad arrivare al concepimento in modo assolutamente naturale?

            Iniziamo col dire che, spesso e volentieri, cani maschi di 3-4 anni possono affrontare periodi di stress riproduttivo, soprattutto se sottoposti a monte frequenti o a stress di diversa natura, come allenamenti intensivi, uso di farmaci per patologie generiche o anche errato razionamento nutrizionale.

            Iniziamo col dire che tutto parte da una accurata visita di base andrologica e ginecologica.

            Una visita approfondita serve primariamente ad escludere problematiche comuni come infezioni virali o batteriche, cause ereditarie, anomalie fisiche, ed è assolutamente raccomandata prima di indagare cause metaboliche di infertilità.

            Escluse le patologie vere e proprie, delle quali non tratteremo in questa sede (ma che, per esempio, occasionalmente trattiamo come nel caso delle cisti ovariche della cagna – in altri post approfondiremo di certo altri tipi di patologie sia maschili che femminili), possiamo prendere in considerazione deficit metabolici.

            Uno studio condotto nel 2014 dalla Dr.ssa Maria Carmela Pisu e Colleghi esperti in riproduzione, presentato alla 17ma Conferenza Annuale della Società Europea di Riproduzione degli Animali Domestici, è inequivocabilmente emerso come la supplementazione dietetica di aminoacidi e complessi vitaminico-minerali determinati possa migliorare di gran lunga le performances dei nostri riproduttori.


            La supplementazione con l-arginina

            Tra le molteplici cause di ipofertilità maschile, le carenze aminoacidiche e vitamico-minerali sono riconosciute come possibili cause di alterazioni spermatiche sia nell’uomo che negli animali domestici.

            La motilità spermatica rappresenta il più importante presupposto per la funzionalità degli spermatozoi, tanto da considerare la motilità e la capacità fecondante strettamente correlate.

            Diversi studi hanno dimostrato l’effetto positivo della supplementazione dietetica con l-arginina sulla motilità degli spermatozoi nell’uomo, in alcune specie animali e anche nel cane. Mentre nell’uomo la supplementazione ha mostrato effetti benefici nell’arco di 6 mesi, nel cane si sono osservati effetti già in 62 giorni.

            Abbiamo altresì dati sufficienti per sostenere che la somministrazione dietetica di cibi arricchiti con l-arginina e acidi grassi essenziali sia efficiente anche sulla funzionalità riproduttiva femminile, con cucciolate più numerose, maggiormente vitali alla nascita e con una ridotta mortalità perinatale.

            Come può aiutarti la MGVet

            Qui alla MGVet siamo specializzati nel fornire un completo panorama sullo status riproduttivo del tuo riproduttore maschio o della tua femmina.

            Inizieremo valutando la funzionalità riproduttiva del tuo stallone effettuando una visita andrologica di base, approfondimenti diagnostici volti ad escludere patologie sottostanti e spermiogramma completo (ci avvaliamo del sistema CASAComputer Assisted Sperm Analysis) per darti un profilo dettagliato della potenzialità riproduttiva del tuo maschio.

            Siamo in grado di eseguire approfondita visita ginecologica sulla tua femmina, valutando l’integrità anatomica e l’assenza di patologie a carico di utero e ovaie.

            Valutati questi parametri, ci avvaliamo dell’esperienza di clinici che possano suggerirti i giusti prodotti per la supplementazione dietetica che, in già 60 giorni, sia in grado di migliorare del 70% le performances riproduttive dei tuoi cani.

            Il protocollo da noi utilizzato e suggerito è assolutamente privo di effetti collaterali e riconosciuto dalla Comunità Scientifica internazionale.

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              COVID-19 e animali domestici… tamponi anche per loro?

              In questo articolo, cerchiamo di fugare meglio i numerosi dubbi che in questo momento di particolare caos attanagliano anche i proprietari di animali domestici.

              Non sono pochi, infatti, i proprietari preoccuparti dalle ultime notizie diffuse sui social network circa il riscontro del virus Sars-COV2 (Covid 19) in un cane a Bitonto.

              Riportiamo qui la notizia diffusa sul web, nonché l’articolo dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani in merito alla notizia ed anche altri chiarimenti a proposito di COVID19 nei nostri cani e gatti.

              Articolo de "La Stampa" circa l'isolamento del virus in un barboncino a Bitonto.
              
              Articolo di oggi 12 Novembre 2020: il cane e il gatto NON infettano l'uomo e non si ammalano di COVID19.

              Comprendiamo bene l’agitazione che tali notizie, diffuse a nostro parere in modo assolutamente terroristico, in un momento peraltro nel quale l’umanità avrebbe solo bisogno di rassicurazioni, possono ingenerare.

              Siamo del parere, tra l’altro avvalorato dagli attuali dati scientifici, che nulla vi sia a temere quando parliamo di trasmissione da cane a uomo del virus COVID19.

              La locandina qui sopra, avvalorando l’hashtag #conmenonattacca, è la testimonianza della campagna di sensibilizzazione e diffusione culturale che l’ANMVI porta avanti, onde evitare panico ingiustificato e altrettanto inutili abbandoni di animali.

              I dati in nostro possesso, oggigiorno, dimostrano inequivocabilmente che cani e gatti domestici NON sono in grado di contagiare l’uomo.

              LE NOTIZIE CHE CIRCOLANO SUI SOCIAL SONO SOLO TERRORISMO MEDIATICO

              Sono preoccupato e vorrei eseguire il tampone per sapere se il mio cane/gatto ha il COVID19. E’ possibile?

              Per chiarire meglio questa sconfortante domanda che, legittimamente, i proprietari ci pongono, vogliamo che prendiate visione di quanto segue (indicazioni forniteci dal nostro Partner in Laboratorio Analisi IDEXX):

              Le principali autorità sanitarie e i medici veterinari IDEXX sono concordi nell’affermare che la trasmissione del virus SARS-CoV-2 avviene principalmente tra persone e consigliano di non effettuare i test su animali domestici asintomatici. Non si ritiene che gli animali domestici svolgano un ruolo nella trasmissione del COVID-19 all’uomo.

              Dalla metà di febbraio, i laboratori di riferimento IDEXX hanno testato oltre 5.000 campioni di gatti, cani e cavalli con sintomi respiratori provenienti da 17 paesi alla ricerca del virus COVID-19. Fino ad oggi IDEXX non ha scoperto risultati positivi. Ciò suggerisce che cani e gatti che vivono con persone infette non sembrano generalmente contrarre il contagio, tranne in rari casi isolati.

              Qualora le nostre rassicurazioni non vi siano sufficienti, sappiate che da Aprile 2020 è possibile eseguire il tampone con metodica RealtimePCR sui vostri animali domestici.

              Teniamo però a sottolineare, come da indicazioni del Laboratorio, che:

              Le indicazioni di IDEXX, in linea con quelle degli esperti medici e veterinari a livello mondiale, prevedono che i veterinari ordinino il test IDEXX SARS-CoV-2 (COVID-19) RealPCR™ dopo essersi consultati con un’autorità sanitaria pubblica (previo consenso da parte del proprietario del trattamento dei dati personali) e se sono soddisfatti tre specifici criteri:
              1. L’animale domestico vive in un contesto familiare con una persona contagiata o che è risultata positiva al test per individuare il virus.
              2. L’animale domestico è stato sottoposto a test per infezioni più comuni, che un veterinario ha escluso.
              3. L’animale domestico (in particolare gatti e furetti) mostra sintomi clinici compatibili con un'infezione da COVID-19. 
              Il test veterinario sviluppato da IDEXX non ha alcun impatto su quelli destinati a individuare il COVID-19 negli esseri umani o sulla disponibilità di tali test.

              Qualora desideraste eseguire il tampone al vostro Pet, compilate il seguente modulo e sarete ricontattati prontamente per organizzare la raccolta dati anamnestici a distanza e prenotare un appuntamento per il tampone.

              Ricordiamo che:

              • in clinica può accompagnare il pet solo una persona;
              • l’accompagnatore deve autocertificare di non essere stato esposto a rischio di contagio negli ultimi 14 giorni;
              • l’accompagnatore NON può entrare in sala prelievo, ma dovrà attendere all’esterno della struttura;
              • occorre una liberatoria per la comunicazione dei dati del proprietario alle autorità competenti.

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                Ozono Medicale: applicazioni in Medicina Veterinaria

                Oggi ci soffermiamo su uno dei “trattamenti” che presso il nostro Centro è una specialità particolare: l’Ozono Medicale. Le applicazioni di questa molecola sono molteplici, e nel 2020 è tempo che essa venga introdotta come terapia eccezionale quale si è dimostrata essere.

                In questo articolo vogliamo introdurvi alla pratica terapeutica supportata dall’enorme ausilio offerto da questo gas, l’ozono. Vi spieghiamo che cos’è, come lo utilizziamo e quali sono i campi di applicazione dello stesso.

                La Dottoressa Santa Agata Multari, responsabile delle terapie basate sull’utilizzo dell’Ozono Medicale, sarà lieta di rispondere a tutte le vostre domande.

                Inviatele una email a info@emgvet.it

                Che cos’è l’Ozono?

                L’Ozono rappresenta la forma attivata e trivalente dell’ossigeno. L’Ozono è un gas naturalmente presente nell’atmosfera terrestre dove si forma ad opera dei raggi ultravioletti. La formula dell’ossigeno è O2, mentre quella dell’ozono è O3.

                UV → 3 O2 2 O3

                L’Ozono può essere prodotto artificialmente mediante generatori in grado di attivare elettricamente l’ossigeno:

                3 O2 + 68 Kcal = 2 O3

                In circa 40 minuti l’Ozono si trasforma spontaneamente in una molecola di ossigeno ed in una di ossigeno singoletto:

                O3 = O2 + 1 O2

                Dopo stimolazione elettrica, la miscela di gas in uscita dal generatore è composta in minima parte da Ozono (0,5-5%) e nella restante parte (99,5-95%) da ossigeno.

                Per ragioni di comodità, si parla di Ozono intendendo la miscela di ossigeno e Ozono che fuoriesce dall’Ozonizzatore. Data la sua instabilità, l’Ozono deve essere prodotto da un apposito generatore immediatamente prima del suo utilizzo.

                La concentrazione di Ozono in ambiente medico e veterinario si esprime in microgrammi per millilitro (µg/ml).

                Per esempio: una concentrazione di 20 µg/ml indica che in un millilitro di gas sono presenti 20 µg di Ozono

                • 1 µg = 10-6 g = 10-3 µg
                • 1 ml = 10-3 l
                • 1 µg/ml = 1 mg/l
                • 1 ppm = 1 mg/kg
                Dalle esperienze maturate in medicina umana sull'utilizzo dell'Ozono in diversi campi terapeutici e dalla nostra casistica nella terapia delle mastiti, delle endometriti e delle ritenzioni placentari nella specie bovina, si possono trarre diverse conclusioni. L'Ozono si comporta come un farmaco e come tale va considerato; infatti, determina benefici ed effetti collaterali, in base alla posologia, alla concentrazione ed alla via di somministrazione.

                Meccanismo d’azione

                L’Ozono determina una serie di effetti benefici quando utilizzato da professionisti. Eccovi un breve e sintetico elenco di alcuni di questi.

                Azione germicida

                E’ il risultato di una serie di effetti:

                • azione diretta sul germe dovuta al suo alto potere ossidante in grado di ledere la membrana esterna
                • attivazione della produzione di disinfettanti endogeni, quali acqua ossigenata, perossidi e ossigeno singoletto
                • attivazione della fagocitosi
                • attivazione delle citochine.

                Le cellule animali dell’ospite (del paziente) resistono a questi effetti, in quanto naturalmente provviste di sistemi protettivi. Ciò significa che l’uso della molecola ha effetti SOLAMENTE sul patogeno e non sul paziente.

                Miglioramento del metabolismo

                L’ozono modula il metabolismo mediante una serie di effetti (induzione enzimatica, aumento della respirazione mitocondriale, etc.) che solo in parte si possono attribuire al suo effetto ossidante; è infatti in grado di dar luogo alla formazione di sostanze che prolungano il suo effetto e che agiscono in modo ancora non ben chiarito.

                In generale, si comporta da glicolitico, lipolitico e proteolitico, ma queste azioni possono essere addirittura invertite variando la concentrazione, la via ed il modo di somministrazione.

                Miglioramento della circolazione

                E’ il risultato di una serie di effetti:

                • attivazione del metabolismo eritrocitario
                • aumento dell’attività dell’acido 2,3-difofoglicerico
                • attivazione della protezione enzimatica cellulare contro i radicali liberi dell’ossigeno, dell’ozono e dei perossidi
                • riduzione della viscosità ematica

                Il miglioramento del circolo comporta un evidente miglioramento dell’ossigenazione tissutale che viene rilevata da un aumento della differenza tra la quantità di ossigeno a livello arterioso e venoso quindi l’ossigeno viene meglio ceduto e meglio utilizzato.

                Altri effetti benefici dell’Ozonoterapia

                Insieme a quelli già citati, l’Ozonoterapia, anche in Medicina Veterinaria, ha dimostrato effetti benefici quali:

                • azione antitossica
                • azione disintossicante
                • azione cicatrizzante
                • azione immunomodulante
                • azione sterilizzante

                Vie di somministrazione

                In base alla problematica del tuo animale, saremo in grado di pianificare un protocollo terapeutico individuale e personalizzato, utilizzando le possibili vie di somministrazione dell’Ozono Medicale a seconda del caso, come richiesto dalla patologia.

                In generale, le vie principali di somministrazione possono essere:

                • intravenosa o intrarteriosa
                • intramuscolare
                • blistering (iniezione sottocutanea)
                • insufflazione rettale
                • piccola autoemoterapia
                • grande autoemoterapia
                • iniezione intrarticolare
                • inalazione

                Per informazioni ulteriori sulle possibili terapie con Ozono Medicale, non esitate a rivolgervi al nostro Centro.

                Per organizzare al meglio la visita, vi consigliamo di prendere appuntamento direttamente con la Responsabile del Protocollo Medico, la Dr.ssa Santa Agata Multari.
                Patologie dei piccoli animali curabili con Ozono Terapia
                MALATTIE INTESTINALI Colite, Colite pseudomembranosa, Colite associata a Clinamicina, Diarrea, Enterite emorragica (parvovirosi)
                SISTEMA SCHELETRICO Artrite acuta, paralisi canina
                PELLE Fistole, Flemmoni anali o dentali, Flemmoni da suture, Lesioni, Ascessi
                SISTEMA UROGENITALE Cistiti acute e croniche
                MALATTIE ULCEROSE Ulcere pre/post estirpazioni
                ELMINTIASI Ascaridiasi

                Per saperne di più o prenotare un appuntamento, compilate il modulo seguente o chiamate lo 0965.1972966:

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                  Le Intolleranze Alimentari Nel Cane e le Allergie…

                  Oggi parliamo di come approcciare le Intolleranze Alimentari nel cane e le Allergie.

                  Le intolleranze alimentari e le allergie, nel cane, si sviluppano spesso in modo improvviso, con sintomatologia molto variabile e spesso è complesso accorgersene in tempo poiché le reazioni avverse compaiono con alimenti che il nostro piccolo amico ha sempre mangiato, dunque per il proprietario è difficile collegare gli eventi.

                  Allergie alimentari: quali sintomi?

                  La stragrande maggioranza dei proprietari, in prima battuta, si rende conto che Fido inizia a grattarsi parecchio. L’insorgenza di prurito cutaneo, in corso di allergie o intolleranze alimentari, interessa prevalentemente le aree di muso, piedi, zampe anteriori, cavo ascellare, zona perianale.

                  In molti cani, i sintomi possono anche includere:

                  • infezioni croniche o ricorrenti dell’orecchio
                  • perdita di pelo importante
                  • grattamento eccessivo
                  • infezioni cutanee che rispondono agli antibiotici ma si ripresentano dopo che la terapia è stata sospesa

                  Sintomi meno comuni sono:

                  • diarrea
                  • vomito
                  • flatulenze
                  • starnuti
                  • sintomi simili all’asma
                  • cambiamenti nel comportamento

                  In linea generale, i sintomi “spia” di intolleranza o allergia alimentare riguardano i seguenti apparati:

                  1. Apparato cutaneo: in modo particolare si presenta prurito intenso, anche non stagionale, accompagnato da eritemi e lesioni dell’epidermide spesso localizzati alla base dell’orecchio o sul collo; è possibile riscontrare anche visibili irritazioni della zona perianale.
                  2. Apparato gastro-enterico: vomito, diarrea, flatulenza, meteorismo, singhiozzi frequenti, stitichezza alternata a dissenteria.
                  3. Apparato respiratorio: rinite, sinusite, sintomi simil-asmatici ricorrenti.
                  4. Apparato oculo-congiuntivale: lacrimazione importante, occhi arrossati, congiuntiviti ricorrenti.
                  5. Apparato urogenitale: cistiti ricorrenti (il cane è meno soggetto rispetto al gatto, ma comunque è annoverato in letteratura), necessità di urinare di frequente.
                  6. Sistema nervoso centrale: Fido ha sbalzi di umore, sembra più letargico, in generale ha la tendenza ad ingrassare (accompagnata da gonfiore addominale); possono presentarsi anche crisi epilettiche o affaticamento precoce.

                  Il prurito: è sempre sintomo di allergia?

                  Attenzione, però…

                  il prurito nel cane NON è sempre sintomo di allergia o intolleranza alimentare…

                  Sebbene i sintomi che abbiamo appena elencato si verifichino come effetto di intolleranze o allergie alimentari, non è detto che siano esclusivi di esse.

                  Ciò significa che questi sintomi possono verificarsi anche in moltissime altre malattie, da quelle parassitarie a quelle infettive e persino nei disturbi neurologici.

                  Anche i sintomi gastrointestinali non sono esclusivi di intolleranza o allergia. Possono esserci anche in questo caso cause parassitarie, batteriche o virali.

                  Perciò, prima di diagnosticarsi da soli una intolleranza alimentare o una allergia, è sempre bene far visitare il nostro quattrozampe dal Veterinario.

                  Come può aiutarti la MGVet

                  innanzitutto, possiamo visitare il tuo piccolo amico e iniziare ad escludere altre patologie. ma qui sotto trovi anche i servizi ulteriori da noi offerti in caso di necessita’ in materia di allergie alimentari

                  Visita Dermatologica Specialistica

                  Alla MGVet vantiamo una équipe di Medici Veterinari Specialisti, fra cui esperti in Dermatologia, che sono in grado di eseguire una accurata visita al tuo animaletto per escludere cause concomitanti in corso di sintomatologia che dia un sospetto di intolleranza o allergia alimentare.

                  Indagini di Laboratorio

                  Alla MGVet eseguiamo in tempi rapidissimi i test allergologici su un semplice prelievo. In pochissimo tempo siamo in grado di eseguire test per allergie alimentari, ambientali, intolleranze e reazioni da contatto.

                  I risultati sono certificati da un Laboratorio Riconosciuto, ed è possibile addirittura preparare una vaccinazione esclusiva e cucita su misura sul tuo cane, con protocollo vaccinale personalizzato in base alle esigenze.

                  Piani Nutrizionali su Misura per Fido

                  Qualora le indagini confermassero una allergia o intolleranza alimentare, i nostri nutrizionisti formuleranno per te e per il tuo piccolo amico una dieta su misura, nella quale siano esclusi gli allergeni che insieme abbiamo compreso essere coinvolti nel problema.


                  Se sospetti una intolleranza o allergia e desideri prenotare una visita al tuo animale, eccoti il modulo da compilare e inviarci. Risponderemo in brevissimo tempo e prenoteremo la tua visita personalizzata.

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                    Raccolta del seme e valutazione per la crioconservazione

                    Valutare attentamente la qualità seminale previo congelamento è fondamentale per ogni riproduttore, e dunque per il successo dei successivi interventi fecondativi. Presso il nostro Centro offriamo questo servizio in maniera completa attraverso strumentazioni mirate.

                    Oggi parliamo di… granuloma eosinofilico nel gatto

                    Oggi parliamo di… granuloma eosinofilico nel gatto. Come si presenta, quali sono le forme cliniche e qual è la terapia migliore secondo le più recenti acquisizioni mediche.

                    Il neonato di cane: terapia intensiva e cure neonatali

                    I cuccioli del cane e del gatto sono meno sviluppati alla nascita rispetto ad altre specie e non sono rari tassi di mortalità elevati nelle prime due settimane di vita. Un cucciolo neonato è a rischio di ipossia e può sviluppare ipotermia (date le sue limitate funzioni di termoregolazione) e infezione (a causa del sistema immunitario immaturo).