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Tag: cane

Check-list per la spedizione di seme canino

Anche se sempre in costante aggiornamento, questo articolo vuole spiegare ai proprietari che intendono conservare il materiale seminale dei propri cani di cosa tenere conto e quali sono le normative internazionali in materia.

Il neonato di cane: terapia intensiva e cure neonatali

I cuccioli del cane e del gatto sono meno sviluppati alla nascita rispetto ad altre specie e non sono rari tassi di mortalità elevati nelle prime due settimane di vita. Un cucciolo neonato è a rischio di ipossia e può sviluppare ipotermia (date le sue limitate funzioni di termoregolazione) e infezione (a causa del sistema immunitario immaturo).

Diabete nel cane: informazioni e dettagli sul diabete gestazionale

Oggi parliamo di una patologia sottodiagnosticata: il diabete nel cane. Ma soprattutto attenzioniamo il diabete in corso di gravidanza, altrimenti definito diabete gestazionale, o diabete gravidico.

L’otoematoma: un problema serio da non sottovalutare

L’otoematoma, o ematoma della pinna auricolare è una raccolta di sangue all’interno dello spessore dell’orecchio di cane e gatto, per rottura traumatica dei capillari dello stesso.

Ne soffrono più spesso i cani, e in particolar modo quelli ad orecchie pendule, ma non è escluso che possa ritrovarsi anche nel gatto e nel cane ad orecchie tese (es. Pastore Tedesco).

L’otoematoma può formarsi a seguito di scuotimento eccessivo delle orecchie (come nel caso di otiti non trattate o croniche recidivanti). La prevenzione consiste nel controllare periodicamente le orecchie del proprio animale e mantenerle pulite, nonché recandosi immediatamente dal veterinario in caso di sospetta otite.

Come riconoscere l’otoematoma?

Il trauma dello scuotimento rompe i vasi sanguigni interni all’orecchio, ma non la pelle esterna. Così il sangue fuoriesce nel padiglione auricolare senza scorrere esternamente. Accumulandosi, forma un palloncino nell’orecchio del cane o del gatto che provoca sempre più dolore.

Come trattare e curare l’otoematoma?

Prima di tutto ti ricordiamo che per il tuo pet è una condizione dolorosa, pertanto è una emergenza. Devi recarti al più presto dal tuo Veterinario di fiducia.

Un tempo si consigliava di “bucare” l’otoematoma con un ago per permettere al sangue di fluire all’esterno. Ma, attenzione: questa pratica, oltre che comportare un inevitabile dolore lancinante all’animale, porterà all’inevitabile raggrinzimento del padiglione auricolare, con danni estetici e anatomici ulteriori.

Perciò, NON FATELO!

Il trattamento possibile comprende:

  • terapia medica con PRP
  • chirurgia

Non esistono altri possibili trattamenti. E peraltro occorre intervenire in tempo, per evitare che si formino coaguli e aderenze fibrinose fra le lamine cartilaginee del padiglione auricolare, o la riuscita del trattamento sarà inevitabilmente compromessa.

Il caso di Kelly

KELLY E’ UNO DEI NOSTRI CASI CLINICI TRATTATI IN CHIRURGIA. KELLY AVEVA GIà PERSO L’ORECCHIO DESTRO PER OPERAZIONI DI DRENAGGIO E TRATTAMENTO MOLTO MALDESTRE ED INESPERTE, IN UN PRECEDENTE OTOEMATOMA: ARRIVA DA NOI CON LA MEDESIMA PROBLEMATICA ALL’ORECCHIO SINISTRO, DETERMINATA DA UNA OTITE MAI CORRETTAMENTE TRATTATA.

Per Kelly abbiamo optato per la chirurgia, risolutiva e che avrebbe restituito la consueta forma al padiglione, senza raggrinzimenti, utilizzando una tecnica a cavigliotti e punti nodosi staccati localmente applicati. Qui sotto potete vedere il prima e il dopo della chirurgia.

Prima della chirurgia

Foto di repertorio di un altro caso (quello di Kelly era identico ma non lo abbiamo fotografato 🙂 )

Dopo la chirurgia

Questo è il vero orecchio di Kelly, ad una settimana dall’intervento e dopo rimozione di parte dei punti. Come si può osservare non c’è alcun raggrinzimento del padiglione.

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    Ipofertilità canina, come affrontarla?

    Oggi vogliamo parlare di cani in riproduzione e ipofertilità. Come affrontare un riproduttore che, apparentemente in salute, ha lasciato “vuote” diverse femmine?

    O una femmina che, nonostante accoppiamenti ben riusciti, non riesce a concepire?

    Come migliorare le performances riproduttive dei nostri maschi, per ottimizzare in modo assolutamente non invasivo la selezione? Come aiutare le nostre femmine ad arrivare al concepimento in modo assolutamente naturale?

    Iniziamo col dire che, spesso e volentieri, cani maschi di 3-4 anni possono affrontare periodi di stress riproduttivo, soprattutto se sottoposti a monte frequenti o a stress di diversa natura, come allenamenti intensivi, uso di farmaci per patologie generiche o anche errato razionamento nutrizionale.

    Iniziamo col dire che tutto parte da una accurata visita di base andrologica e ginecologica.

    Una visita approfondita serve primariamente ad escludere problematiche comuni come infezioni virali o batteriche, cause ereditarie, anomalie fisiche, ed è assolutamente raccomandata prima di indagare cause metaboliche di infertilità.

    Escluse le patologie vere e proprie, delle quali non tratteremo in questa sede (ma che, per esempio, occasionalmente trattiamo come nel caso delle cisti ovariche della cagna – in altri post approfondiremo di certo altri tipi di patologie sia maschili che femminili), possiamo prendere in considerazione deficit metabolici.

    Uno studio condotto nel 2014 dalla Dr.ssa Maria Carmela Pisu e Colleghi esperti in riproduzione, presentato alla 17ma Conferenza Annuale della Società Europea di Riproduzione degli Animali Domestici, è inequivocabilmente emerso come la supplementazione dietetica di aminoacidi e complessi vitaminico-minerali determinati possa migliorare di gran lunga le performances dei nostri riproduttori.


    La supplementazione con l-arginina

    Tra le molteplici cause di ipofertilità maschile, le carenze aminoacidiche e vitamico-minerali sono riconosciute come possibili cause di alterazioni spermatiche sia nell’uomo che negli animali domestici.

    La motilità spermatica rappresenta il più importante presupposto per la funzionalità degli spermatozoi, tanto da considerare la motilità e la capacità fecondante strettamente correlate.

    Diversi studi hanno dimostrato l’effetto positivo della supplementazione dietetica con l-arginina sulla motilità degli spermatozoi nell’uomo, in alcune specie animali e anche nel cane. Mentre nell’uomo la supplementazione ha mostrato effetti benefici nell’arco di 6 mesi, nel cane si sono osservati effetti già in 62 giorni.

    Abbiamo altresì dati sufficienti per sostenere che la somministrazione dietetica di cibi arricchiti con l-arginina e acidi grassi essenziali sia efficiente anche sulla funzionalità riproduttiva femminile, con cucciolate più numerose, maggiormente vitali alla nascita e con una ridotta mortalità perinatale.

    Come può aiutarti la MGVet

    Qui alla MGVet siamo specializzati nel fornire un completo panorama sullo status riproduttivo del tuo riproduttore maschio o della tua femmina.

    Inizieremo valutando la funzionalità riproduttiva del tuo stallone effettuando una visita andrologica di base, approfondimenti diagnostici volti ad escludere patologie sottostanti e spermiogramma completo (ci avvaliamo del sistema CASAComputer Assisted Sperm Analysis) per darti un profilo dettagliato della potenzialità riproduttiva del tuo maschio.

    Siamo in grado di eseguire approfondita visita ginecologica sulla tua femmina, valutando l’integrità anatomica e l’assenza di patologie a carico di utero e ovaie.

    Valutati questi parametri, ci avvaliamo dell’esperienza di clinici che possano suggerirti i giusti prodotti per la supplementazione dietetica che, in già 60 giorni, sia in grado di migliorare del 70% le performances riproduttive dei tuoi cani.

    Il protocollo da noi utilizzato e suggerito è assolutamente privo di effetti collaterali e riconosciuto dalla Comunità Scientifica internazionale.

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