L’argomento “calore” si ripresenta a primavera, con le nostre cagne e gatte che si preparano a riprodursi e diventare mamme… ma per molti proprietari gestire una gravidanza non è proprio possibile, e ci chiamano per sapere come effettuare l’interruzione dell’estro nella loro cagna o gatta.

Facciamo una doverosa premessa: se la vostra femmina non è una soggetta da riproduzione, o se vive con un maschio intero, consigliamo di valutare l’opzione della sterilizzazione chirurgica (ovariectomia), per evitare che il “problema” si riproponga in futuro.

Inoltre…

l’interruzione dell’estro nella cagna e nella gatta non è priva di controindicazioni, come vedremo. Pertanto solo il Medico Veterinario Specialista può decidere se sia il caso di procedere o optare per soluzioni con minori controindicazioni.

Interruzione dell’estro nella cagna e nella gatta

La nostra cagnolina è in calore… ha le perdite… cosa fare adesso, se magari vive con un maschio e non vogliamo assolutamente che si accoppi o rimanga gravida? E, ancora, magari abbiamo una bellissima campionessa e in futuro vogliamo programmare una cucciolata per lei… quindi di sterilizzarla non se ne parla…

Oppure la nostra micia ha iniziato a miagolare insistentemente, vuole scappare fuori, attira numerosi maschi fuori in giardino ed ha iniziato ad essere molto irrequieta… ma magari è una gattina di razza, ha il pedigree ed ha vinto un sacco di mostre, e un domani potremmo volerla riprodurre…

Nella cagna, come nella gatta, disponiamo di farmaci a base di steroidi di sintesi, che hanno l’effetto di inibire l’asse ipotalamo-ipofisario e sono in grado di ridurre la secrezione di Ormone Rilasciante le Gonadotropine (GNRh). Il meccanismo inibitorio dei progestinici permette una riduzione della secrezione di ormone luteinizzante (LH) e di quello follicolostimolante (FSH), con la diretta conseguenza di un arresto della maturazione follicolare e dunque impedimento all’ovulazione.

Le molecole utilizzate, nella cagna e nella gatta, sono il medrossiprogesterone acetato, il megestrolo acetato e il proligestone.

ATTENZIONE

LA PRESCRIZIONE E L’UTILIZZO DI QUESTE MOLECOLE È DI ESCLUSIVA PERTINENZA MEDICO-VETERINARIA ED IL LORO USO NELLA PRATICA QUOTIDIANA DI ALLEVAMENTO È SEVERAMENTE SCONSIGLIATA.

Le formulazioni disponibili, in compresse o iniettabili, saranno dosate sulla base del peso dell’animale e del suo stato di salute generale.

Cosa sapere prima di decidere per l’interruzione

Prima di tutto che la somministrazione di progestinici non è una pratica “usuale”, ma viene riservata solo a pazienti assolutamente sane e monitorabili (dopo spiegheremo il perché): dunque non si pensi che il Medico Veterinario possa somministrare un rimedio di questo tipo dicendovi “arrivederci” e basta…

I progestinici sono utilizzati sia per la soppressione dell’estro che per la prevenzione dell’impianto dell’embrione. Di queste sostanze sono ben conosciuti gli effetti, sia quelli desiderabili che quelli collaterali.

Nella cagna, per l’interruzione del calore, vanno somministrati obbligatoriamente entro il terzo giorno del proestro; nella gatta, il medrossiprogesterone acetato può essere utilizzato sia per la temporanea posposizione che per quella permanente. Il megestrolo acetato, invece, sempre nella gatta, rappresenta un rimedio per somministrazioni più brevi e non è adatto alla posposizione permanente.

Se utilizzati impropriamente, questi farmaci possono determinare una serie di effetti sul sistema riproduttivo ed endocrino, quali:

  • iperplasia endometriale
  • iperplasia del parenchima mammario
  • diminuzione nella produzione di ormoni adrenocorticali
  • aumento della secrezione di prolattina e ormone della crescita
  • resistenza all’insulina
  • modificazioni del comportamento (polifagia, aumento di peso, polidipsia)

Per questa serie di ragioni, solo lo Specialista ha la competenza per la somministrazione di questo tipo di rimedi.

Tutti gli effetti collaterali sopraindicati possono verificarsi anche dopo la somministrazione di un dosaggio normale, anche se in giovani soggette possono facilmente essere antagonizzati e non causare problematiche permanenti.

In gatte in buona salute, si può pensare di utilizzarli per periodi di trattamento anche di 6-12 mesi.

La visita ginecologica prima della somministrazione

Risulta comprensibile come sia necessario procedere ad una accurata visita ginecologica della paziente prima di pensare di utilizzare i protocolli per l’interruzione del calore o per la sua posposizione.

Per la cagna

Nella cagna, la prima cosa da fare sarebbe di escludere una gravidanza in atto, oltreché verificare l’assenza di metropatie, o eventuale stadio pre-diabetico (in caso di trattamenti prolungati, il proprietario dovrà preoccuparsi di far monitorare periodicamente la glicemia).

Si sconsiglia di trattare cagne che non abbiano ancora manifestato il primo estro: molti proprietari ci chiedono di ritardare la comparsa del primo calore per ragioni futili (deve andare in esposizione, vado in vacanza e non voglio problemi, ecc…). Un professionista non tratterà mai una cagna prepubere onde rinviare la comparsa dell’estro, per evitare eventuali alterazioni a carico dell’apparato genitale.

L’uso dei progestinici può esitare in anestro prolungato, pertanto si consiglia di non effettuare più di 2 o 3 trattamenti consecutivi.

Sempre nella cagna, l’essenziale determinazione del momento estrale risulta di fondamentale importanza: il trattamento va iniziato imperativamente nei primi 3 giorni del proestro, o si rischierà di indurre una piometra iatrogena, o addirittura la cagna potrà accoppiarsi, rimanere gravida ma non iniziare il parto.

In razze levrieroidi, il trattamento è sconsigliato, dal momento che numerosi studi (Fontbonne et al.) hanno dimostrato che in queste razze le cagne presentano più frequentemente pseudociesi iatrogena.

La visita ginecologica della cagna, dunque, sarà volta a:

  • verificarne lo stato di salute generale
  • sottoporre l’animale a controllo dell’indice glicemico e ad accurata ecografia di utero e ovaie
  • assicurarsi che la cagna abbia avuto almeno un calore naturale e normale prima del ciclo scelto per la somministrazione
  • controllare che la soggetta si trovi nei primi 3 giorni di proestro o sia in anaestro citologico
In questo contesto, sia per cagna che per gatta, abbiamo deciso che non sia responsabile indicare farmaci e dosaggi, dal momento che qualche proprietario potrebbe decidere per il fai-da-te, cosa che ovviamente resta da parte nostra estremamente da sconsigliare...

Per la gatta

Valgono i medesimi accorgimenti validi per la cagna, con qualche specifica:

  • nella gatta, agli effetti collaterali, si aggiunge la fibroadenomatosi mammaria;

La selezione delle pazienti idonee al trattamento dovrebbe includere accertamenti quali:

  • attenzione a non utilizzare prodotti long acting, in quanto l’antagonizzazione degli effetti potrebbe risultare più difficoltosa;
  • assicurarsi che la gatta, al momento del trattamento per la posposizione del calore, non sia già gravida, dato l’elevato rischio di generare difetti di sviluppo fetali e parto ritardato, morte fetale e distacco placentare;
  • la fase del ciclo va sempre monitorata citologicamente e tramite dosaggi del progesterone, e nella gatta occorre assicurarsi di non somministrare i progestinici in fase diestrale (la somministrazione risulta possibile solo in fase di proestro iniziale per l’interruzione del calore o in anaestro per la posposizione);
  • sempre saggio controllare la glicemia pre e post trattamento: non utilizzare in gatte diabetiche;

In linea generale, sia nella cagna che nella gatta i progestinici non andranno utilizzati su femmine con estri irregolari o prolungati, escludendo altresì l’ipotesi della presenza di malattie ovariche di tipo cistico.

Scelta della candidata ideale

La soggetta che meglio si presta a questo tipo di trattamento è una femmina adulta postpubere. Per la cagna nei primi 3 giorni di proestro o in anaestro, nella gatta inizio proestro o anaestro.

Una buona visita ginecologica deve imperativamente includere:

  • anamnesi dell’intera storia riproduttiva della femmina
  • esame clinico completo che preveda la palpazione delle intere file mammarie per escludere la presenza di noduli, anche piccolissimi
  • una ecografia di utero, ovaie, fegato e reni
  • un profilo biochimico per la valutazione complessiva della funzionalità organica
  • uno striscio vaginale correttamente eseguito
Ribadiamo che questo articolo viene pubblicato per mero scopo informativo e si sconsiglia di agire senza aver preventivamente sottoposto la propria femmina ad una visita specialistica ginecologica.
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